La flat tax? Farebbe tornare l’Italia indietro di 100 anni – su Repubblica

L’analisi di due ricercatori, Salvatore Morelli e Giacomo Gabbuti. Con la “tassa piatta” l’aliquota tornerebbe a livelli del 1918

 

ROMA – “Con l’introduzione della flat tax si tornerebbe indietro di cento anni. E a fare un’inversione di tale portata saremmo il primo Paese al mondo”. Un’affermazione forte che non arriva da politici dell’opposizione o da qualche burocrate di Bruxelles. A sostenerlo è un economista italiano, Salvatore Morelli, che da anni lavora sui temi delle diseguaglianze di reddito e di ricchezza. Non è certo il primo né il solo a farlo. Lavora a New York, presso lo Stone Center on socio economic inequality presso Graduat Center Cuny, nato due anni fa per iniziativa di Branco Milanovic, l’economista americano diventato noto per il suo “grafico a elefante”, che mette in luce come si stia assistendo nelle società moderne a un fenomeno che ormai è chiaro a molti: i più ricchi accumulano sempre di più e sono sempre meno, mentre la classe media scivola lentamente verso la povertà e aumentano gli indigenti.

Salvatore Morelli e Giacomo Gabbuti, giovane dottorando ad Oxford, non esprimono un’opinione. Hanno elaborato due grafici (riportati in pagina) grazie a uno strumento elaborato ad hoc da un economista americano che misura l’aliquota complessiva massima sui redditi come prevista dalla legislazione e consultando l’uso la banca dati che ricostruisce l’andamento della tassazione progressiva nei Paesi avanzati. Alla base dei dati e del database c’è il lungo lavoro di ricerca di due professori di scienze politiche americani, Kenneth Shave e Davide Stasavage, confluito nel volume “Taxing the rich”, che indaga l’introduzione della tassazione progressiva e la sua evoluzione storica. Un’opera fondamentale per i due che partecipano con i loro contributi anche al Forum sulle diseguaglianze e diversità.

 

La flat tax? Farebbe tornare l’Italia indietro di 100 anni

Barbarà Ardù, La Repubblica, 19 giugno 2018

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