Le disuguaglianze di ricchezza, di reddito e lavoro, di accesso ai servizi essenziali e di partecipazione colpiscono ancora più le donne degli uomini. I dati già disponibili mostrano l’entità e la rilevanza del fenomeno. Secondo gli ultimi dati dell’Agenzia delle Nazioni Unite “UN Women”, ad esempio, le donne sono ancora pagate il 23% in meno rispetto agli uomini. (http://interactive.unwomen.org/multimedia/infographic/changingworldofwork/en/index.html) e l’Organizzazione Internazionale del Lavoro riporta che il 71% delle vittime di lavoro forzato e/o costrette in un matrimonio contro la loro volontà sono donne o bambine (ILO, Walk Free Foundation, International Organization for Migration, Global estimates of modern slavery: forced labour and forced marriage, 2017).

Anche in Italia, secondo l’Indagine conoscitiva sulle politiche in materia di parità tra donne e uomini, dell’ISTAT del 2017, particolarmente forti sono le differenze nel mercato del lavoro: il divario fra il tasso di occupazione delle donne e degli uomini resta pari a 18 punti percentuali (con un rallentamento, negli ultimi anni, del processo storico di riduzione), il valore massimo dell’Unione Europea dopo la Grecia; la quota di donne impiegate in un part-time involontario era nel 2016 tre volte superiore rispetto a quella degli uomini (19% per le donne, 6,5% per gli uomini).

 

La dimensione di genere verrà dunque tenuta in particolare attenzione nell’esame di tutte le manifestazioni della disuguaglianza (ricchezza; reddito, lavoro e povertà; accesso e qualità dei servizi essenziali; partecipazione alle decisioni), e nelle ricerche-azioni. La redazione del Forum si propone inoltre di diffondere informazioni e dati ed è aperto a condividere altre produzioni su questo tema. Contattateci a: s.vaccaro@forumdd.org.

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